Fonte: quotidiano sanità;
Molti i temi toccati oggi dal Pontefice nel suo
incontro con l’Associazione cattolica degli operatori sanitari. A partire dal
tema della deriva aziendalistica dei servizi sanitari sui quali era già
intervenuto anche in altre occasioni. Monito anche sulle condizioni di lavoro
in sanità: “In un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi
rischiate di diventarlo e di essere “bruciati” da turni di lavoro troppo duri,
dallo stress delle urgenze o dall’impatto emotivo”. E infine il riferimento
all’obiezione che deve mai diventare “motivo di disprezzo o di orgoglio” da
parte di chi la pratica.
“La pratica dell’obiezione di coscienza nei casi estremi in
cui sia messa in pericolo l’integrità della vita umana, si basa sulla personale
esigenza di non agire in modo difforme dal proprio convincimento etico, ma
rappresenta anche un segno per l’ambiente sanitario nel quale ci si trova,
oltre che nei confronti dei pazienti stessi e delle loro famiglie”, così Papa
Francesco durante il suo incontro con l’Associazione cattolica degli
operatori sanitari.
Una scelta da compiere con rispetto. “La scelta dell’obiezione,
tuttavia, quando necessaria, va compiuta con rispetto – ha sottolineato il
Pontefice - perché non diventi motivo di disprezzo o di orgoglio ciò che
deve essere fatto con umiltà, per non generare in chi vi osserva un uguale
disprezzo, che impedirebbe di comprendere le vere motivazioni che ci spingono”.
