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28 marzo 2023

Spendersi con tutte le nostre forze ....


di Giuseppe Cotroneo, 


Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) si fonda sull'articolo 32 della nostra costituzione che recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".

Dopo la pandemia, abbiamo compreso quanto è fondamentale investire sul SSN e su quanto sia importante che la sanità resti in mano allo Stato.    

Essere al servizio del popolo e sapere di poter erogare un' assistenza sanitaria universale e gratuita, mi emoziona, mi inorgoglisce e mi spinge ad essere sempre più responsabile nei confronti dei colleghi, dei cittadini e di chi quotidianamente si spende con tutte le forze, in base al proprio ruolo, per garantire il diritto alla salute. 

Dobbiamo difendere con tutte le forze il "Servizio Sanitario Nazionale", perchè se la nostra quotidianità si fonda e si alimenta su valori come l'altruismo, l'empatia, l'umanità e l'alta professionalità, allora si che interpreteremo a pieno uno dei pilastri fondanti della nostra amata Costituzione, l'articolo 32! 


Un abbraccio e in alto i cuori!  

05 gennaio 2022

Infermieri: il 2022 si apre con l’allarme contagi, ma la gravità è frenata dal vaccino

Articolo scritto da Fnopi.it ed indirizzato a tutti gli infermieri; 

Piena quarta fase della pandemia e ospedali, ma soprattutto territorio a rischio: in un mese aumentano del 210% gli operatori sanitari contagiati (e di questi l’82% sono infermieri) e di quasi il 286% le persone contagiate. In tutto 135mila infermieri contagiati da inizio pandemia.

E la carenza di professionisti della sanità si aggrava con i contagi e l’assistenza rischia di esserne seriamente compromessa.

La maggior forza lavoro nelle strutture di ricovero e a domicilio sono gli infermieri. Perché sono h 24 accanto agli assistiti e perché sono i più numerosi e meglio formati sia dal punto di vista organizzativo che clinico per assistere le persone.

Ma il ‘mese delle feste’ 2021 e le premesse del 2022 in questo senso non aiutano: gli operatori sanitari contagiati erano, secondo l’Istituto superiore di sanità, 4.142 il 2 dicembre 2021 e sono balzati a 12.870, +8.728 (+210%) in 30 giorni, il 2 gennaio, triplicando i contagi. Di questi circa 7.160 sono infermieri.

03 gennaio 2022

“Appena mi alzo da questa barella ti meno”. La quarta ondata per gli operatori sanitari: aggressioni, minacce No vax e ferie (ancora) saltate


Gli infermieri, ha calcolato l'Inail, ricevono circa 5mila aggressioni all'anno, ovvero 13/14 al giorno. Le aree più a rischio sono il servizio di emergenza-urgenza, le strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali, i luoghi di attesa, i servizi di geriatria e servizi di continuità assistenziale. Il personale attivo in area medica ha accumulato oltre 5 milioni di giornate di ferie arretrate e 10 milioni di straordinario (sondaggio Anaao - Assomed). E poi ci sono i gesti di contestazione di chi è contrario al vaccino. Da Bergamo a Roma, ancora, non si fermano.

06 luglio 2021

Infermieri e Pnrr: pronti per assistenza sul territorio

Articolo del sito. nurse24.it ed indirizzato a tutti gli infermieri; 

Fnopi: costruire il team leader sul bisogno prevalente

Attraverso una nota, la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche rimarca l’incidenza del professionista infermiere quale figura professionale in pole position per il ruolo di team leader nel disegno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), documento di alta visione e di allocazione di rilevanti risorse di investimento per il Servizio sanitario nazionale.

23 giugno 2021

Infermieri italiani preparati e competenti, ma tra i meno pagati d'Europa

Articolo del sito nurse24.it, indirizzato a tutti gli infermieri; 


In Italia un infermiere guadagna mediamente 27.382 euro l’anno, contro i 32.092 della Francia, i 34.212 della Spagna, gli oltre 45mila della Germania e i 48.167 dell’Irlanda. A passarsela meglio è il Lussemburgo, che stipendia i suoi infermieri con circa 91.290 l’anno. Gli ultimi dati Ocse (relativi al 2019) evidenziano una forte disomogeneità tra gli stipendi di infermieri in Europa (ma anche oltreoceano) e vedono l’Italia agli ultimi posti della classifica. Dopo di noi solo Grecia (19.067 euro) ed Estonia (16.653 euro).

14 maggio 2021

Infermieri dipendenti pubblici, tassa Opi spetta all'Azienda

Articolo del sito nurse24.it, indirizzato agli infermieri; 

La tassa di iscrizione all'Ordine professionale degli infermieri - obbligatoria e propedeutica all'esercizio professionale - spetta al datore di lavoro. Lo ha stabilito una sentenza del giudice Carlo Sorgi, in relazione a una causa intentata da alcuni dipendenti dell'Ausl Imola dietro input della Cisl Fp Emilia-Romagna. Ai ricorrenti dovranno essere rimborsati anche gli ultimi dieci anni di iscrizione.

Negli ultimi anni una delle più grandi rivendicazioni del personale infermieristico ha riguardato la competenza nel pagamento dell’iscrizione all’albo professionale presso gli Ordini professionali provinciali (OPI). Sul tema sono già diverse le sentenze che si sono pronunciate a favore dell'orientamento secondo il quale, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, il suddetto obbligo debba essere trasferito al datore di lavoro, in considerazione dell’esclusività del rapporto di lavoro.

È successo, ad esempio, a Pordenone e a Roma. Ultima solo in ordine di tempo la sentenza con la quale il Tribunale di Bologna ha confermato che, proprio in virtù del rapporto di lavoro pubblico professionale in regime di sostanziale esclusiva in essere, i professionisti infermieri non devono pagare la tassa di iscrizione all'Ordine; a farlo dovrà essere il proprio Ente.

Non solo. Nella fattispecie, il giudice Carlo Sorgi (con sentenza n. 332/2021 pubblicata il 07/05/2021) condanna l'Ausl Imola al pagamento in favore di ciascun ricorrente, quale rimborso, di quanto dovuto nei limiti della prescrizione decennale oltre agli accessori dal ricorso (14/12/2020 ) al saldo effettivo.


21 marzo 2021

Dl Sostegni, gli infermieri potranno vaccinare fuori orario: stop al vincolo di esclusività. Deroghe anche per specializzandi e farmacie.


Articolo estrapolato dal sito: ilfattoquotidiano.it, indirizzato a: infermieri, farmacisti e specializzandi; 

Stop al vincolo di esclusività per gli infermieri assunti nell’ambito del Sistema sanitario nazionale, così da poterli arruolare nella campagna di vaccinazione fuori dall’orario di lavoro. Deroghe anche per i medici specializzandi (già a partire dal primo anno di corso), per i medici militari e per i farmacisti, che potranno somministrare i vaccini in autonomia dopo un’opportuna formazione. Con il via libera al decreto Sostegni in Consiglio dei ministri, il governo punta ad impiegare più personale possibile per le iniezioni, contestualmente allo stanziamento di quasi 5 miliardi di euro di risorse aggiuntive per il contrasto alla pandemia. “La posta principale è per l’acquisto di vaccini e farmaci (2,8 miliardi), poi ci sono i fondi utilizzati per la logistica“, ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco. Nasce il fondo per la produzione di vaccini in Italia, 50 milioni sono stati accantonati come remunerazione aggiuntiva delle farmacie, 51,6 milioni vanno ai Covid hospital.

17 marzo 2021

“Milleproroghe” in Gazzetta: ecco le norme che interessano gli infermieri



Articolo  estrapolato dal sito: Fnopo.ti e indirizzato al personale infermieristico; 

Sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 51 del 1° marzo 2021, è stato pubblicato il decreto – legge 31 dicembre 2020, n. 183 (c.d. Milleproroghe) coordinato con la legge di conversione 26 febbraio 2021, n. 21.

Di seguito le principali misure d’interesse inviate dalla Federazione agli ordini con una apposita circolare.

Stabilizzazione del personale sanitario
Con riferimento all’art. 20, c. 11 bis, del d.lgs. n. 25 maggio 2017, n. 75, volto a facilitare l’assunzione a tempo indeterminato del personale medico, tecnico-professionale e infermieristico dirigenziale e non, presso le strutture dove hanno già lavorato a tempo determinato, si evidenzia che l’art. 1, c. 8, del decreto Milleproroghe ha prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per il conseguimento dei requisiti per la stabilizzazione “fatta salva l’anzianità di servizio già maturata sulla base delle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto”. Si ricorda, altresì, che il requisito di anzianità di servizio presso l’amministrazione che bandisce il concorso dovrà essere, almeno pari a tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

19 febbraio 2021

Giornata degli operatori sanitari, un minuto di silenzio per ricordare

Articolo indirizzato a tutti gli operatori sanitari, in particolare al personale infermieristico;


Nel giorno dedicato agli operatori sanitari e socio-sanitari e del volontariato (il 20 febbraio, come da legge 155/2020) la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), con oltre 454mila iscritti, si è rivolta a tutti gli infermieri inviando loro una lettera in cui tra l’altro si chiede, nel rispetto delle norme anti Covid, un minuto di silenzio a inizio di ogni turno di lavoro per onorare la memoria di tutti gli operatori sanitari, non solo infermieri, e di tutti i cittadini deceduti per Covid.

Un’altra lettera, invece, è partita alla volta delle Associazioni di pazienti e cittadini che formano la Consulta FNOPI e rappresentano le persone per le quali gli infermieri sono in prima linea nella pandemia, non solo per assistere e curare, ma anche per non lasciare solo nessuno dalle corsie degli ospedali alle abitazioni dove quasi 400mila pazienti sono in isolamento domiciliare.

“E’ un momento particolare – si legge nella lettera – che vogliamo condividere con le altre professioni, con le organizzazioni di volontariato e in generale con tutti i cittadini, a cui abbiamo deciso di essere vicini, che vogliamo assistere e curare, con cui vogliamo avere una relazione di prossimità, e che non lasceremo mai soli”.

28 dicembre 2020

Coronavirus, quasi 90mila operatori sanitari contagiati!


di Repubblica.it; 

Quasi 90mila operatori sanitari contagiati da inizio pandemia, 273 medici deceduti. Gli ultimi dati fotografano il pesante tributo pagato dal personale delle strutture sanitarie nella lotta quotidiana al coronavirus. Non a caso la campagna vaccinale è iniziata proprio da questa categoria. Anche se c'è un allarme "no vax" in corsia, soprattutto tra gli addetti delle case di riposo per anziani.

La Sorveglianza integrata Covd-19 a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha reso noto che su 2.019.660 casi di contagio da Sars-Cov-2 avvenuti in Italia dall'inizio della pandemia al 27 dicembre, 89.879 hanno riguardato gli operatori sanitari. Negli ultimi 30 giorni, invece, 413.381 sono stati i casi totali di positività diagnosticati nel nostro Paese, di cui 16.923 tra gli operatori sanitari.

Dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) sì è appreso che altri tre medici sono morti di Covid. Si tratta di Raffaele Antonio Brancadoro, medico ospedaliero in pensione, Leonardo Nargi, ginecologo, Stefano Simpatico, neurochirurgo. Il totale delle vittime tra i camici bianchi sale così a 273.

12 dicembre 2020

La UilFpl aziendale rappresenta tutti i lavoratori

di Giuseppe Cotroneo; 

Nelle scorse ore si sono sollevati dei malumori tra alcuni iscritti della UilFpl Pini-Cto, per un post pubblicato in questi giorni su questo blog che riguarda gli infermieri. Questo è il post. 

Essendo io il responsabile della comunicazione, ci tengo a chiarire e far capire a tutti i nostri iscritti, che nessuno ha delle preferenze e che la UilFpl ha a cuore ogni singolo lavoratore che opera all’interno di questa azienda

Nell’ultima lettera inoltrata all’amministrazione, abbiamo evidenziato dei problemi riguardanti anche la radiologia (DPI, accesso dell’utenza). Qui la lettera.

La pubblicazione di alcuni post non condizionano affatto l'impegno di ogni singolo  rappresentante dei lavoratori, che ogni giorno lotta per tutti indistintamente.

Continuiamo a restare uniti! 

10 dicembre 2020

Legge di Bilancio 2021: nessuno tocchi l’indennità di specificità degli infermieri


Nessuno tocchi l’indennità di specificità infermieristica così come è scritta nella bozza della legge di Bilancio 2021, nonostante l’importo sia anche basso rispetto al lavoro degli infermieri che hanno dimostrato di saper mettere a rischio la propria salute e anche dare la vita per assistere le persone.

Lo fanno da sempre, ma durante la pandemia è stato evidente e il loro ruolo è stato speciale. Anche nel mezzo di una pandemia hanno provato in ogni modo a garantire quanto più possibile l’umanizzazione dell’assistenza, preoccupandosi di organizzare ad esempio una videochiamata ai familiari che non vedevano da giorni i propri cari. Sono sempre gli infermieri che hanno accompagnato sino all’ultimo i pazienti, tenendoli per mano e cercando di garantire, anche con un pesante scafandro, la necessaria vicinanza per una “dignità del fine vita”. Praticamente h24 vicino ai pazienti e alle loro necessità.

29 novembre 2020

OCSE: infermieri fondamentali. Ma in Italia sono troppo pochi


di Fnopi.it; 

Gli infermieri sono aumentati nell’OCSE, ma non in Italia, dove sono sempre 5,7 per 1000 abitanti contro una media dei Paesi dell’Organizzazione di 8,2, con tutti gli Stati del Nord Europa al disopra di 10 infermieri ogni 1000 abitanti e solo alcuni dell’est europeo (Slovacchia, Cipro, Polonia, Lettonia, Bulgaria, Grecia, Serbia, Montenegro, Macedonia e Turchia), al di sotto.

Eppure, sottolinea l’OCSE nel suo nuovo rapporto Health at a Glance Europe 2020, presentato oggi, “gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nel fornire assistenza negli ospedali e negli istituti di assistenza a lungo termine in circostanze normali, e il loro ruolo è stato ancora più critico durante il COVID-19 pandemia”.

La carenza preesistente di infermieri – in Italia storicamente è di almeno 53.000 unità – è stata aggravata durante l’apice della pandemia, anche dal fatto che molti infermieri sono stati infettati dal virus. Nel nostro Paese secondo gli ultimi dati forniti dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) basate sulle rilevazioni e sui rapporti INAIL, sono oltre 28.000 (in aumento) con 49 decessi a oggi.

01 novembre 2020

Nel mondo il Covid, ha già ucciso 1500 infermieri


Articolo scritto dal sito: Fnopi.it;

L’ICN (International Council Nurse) conferma che 1.500 infermieri sono morti a causa di COVID-19 in 44 paesi e stima che i decessi di operatori sanitari COVID-19 in tutto il mondo potrebbero essere più di 20.000.

L’ultima analisi dell’International Council of Nurses mostra che il numero di infermieri deceduti dopo aver contratto il COVID-19 è di 1.500, rispetto ai 1.097 di agosto. La cifra, che include infermieri provenienti da soli 44 dei 195 paesi del mondo, è nota per essere una sottostima del numero reale di morti.

La stessa analisi dell’ICN suggerisce che circa il 10% dei casi a livello globale sono tra gli operatori sanitari.

A partire da questa settimana ci sono più di 43 milioni di casi in tutto il mondo con circa il 2,6% di questi, 1,1 milioni, con conseguente decesso.

Anche se il tasso di mortalità tra gli oltre quattro milioni di operatori sanitari infetti è solo dello 0,5%, oltre 20.000 operatori sanitari potrebbero essere morti a causa del virus.

Parlando durante la conferenza virtuale Nightingale 2020 del 27-28 ottobre, l’amministratore delegato di ICN Howard Catton ha dichiarato:

Il fatto che durante questa pandemia siano morte tante infermiere quante ne sono morte durante la prima guerra mondiale è scioccante. Da maggio 2020 chiediamo la raccolta standardizzata e sistematica di dati sulle infezioni e sui decessi degli operatori sanitari, e il fatto che non stia ancora accadendo è uno scandalo”.

28 ottobre 2020

Gli errori/orrori di chi gestisce la sanità pubblica


Questi sono giorni per il nostro paese impegnato nella lotta al Covid-19, molto intensi, soprattutto per quelli che un tempo chiamavano eroi (infermieri, OSS, medici, ecc..). 

In questi mesi di sacrifici, fatti per il bene della collettività, siamo stati ripagati con un premio "Covid", che potevano benissimo risparmiarselo, ma sarebbe stato più utile nel tempo, un vero aumento del nostro misero stipendio. 

A marzo la pandemia ci ha preso in contropiede, ma a distanza di ben sette mesi circa, la Regione Lombardia non può svegliarsi solo adesso e scoprire di non avere medici e infermieri a sufficienza per affrontare questa nuova ondata del Covid-19. 
Possibile che non abbia avuto le risorse necessarie in questi mesi, per assumere personale sanitario e formarlo adeguatamente e gestire con meno nervosismo, un'emergenza sanitaria così complessa? Forse erano impegnati a fortificare sempre di più il sistema sanitario privato, anziché irrobustire quello pubblico?  

20 ottobre 2020

Invitiamo tutti alla responsabilità! #UilFpl


La UlFpl aziendale Pini-Cto, invita tutti i dipendenti alla responsabilità e alla cautela in questa nuova ondata del virus. 

Siamo chiamati ancora una volta ad essere protagonisti per il bene comune e questo deve onorarci, ma nello stesso tempo dobbiamo tenere alta la guardia per tutelare la nostra e la salute del nostro prossimo. 

Lottiamo tutti insieme, perché solo così sconfiggeremo il virus.

Non molliamo! 

Scritto da Giuseppe Cotroneo  

07 agosto 2020

Il Ddl Antiviolenza è legge

Articolo del sito: quotidianosanita.it, 

Ok all’unanimità da parte dell’Aula di Palazzo Madama al provvedimento per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitari. Tra le novità anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale.Previsti protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. In caso di lesioni o percosse vi sarà la procedibilità d’ufficio.

Via libera all’unanimità da parte dell’Aula del Senato al Ddl recante disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Il testo, già licenziato dal Senato il 25 settembre 2019 e lo scorso 21 maggio alla Camera, oggi con l’ultimo passaggio in Senato diventa legge a due anni dalla sua presentazione

In caso di aggressioni sono stabilite le pene di reclusione fino a 16 anni e sanzioni fino a 5.000 euro. Previsti protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. Istituito anche l 'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute e che dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne.

01 agosto 2020

Come stanno gli infermieri dopo il Covid-19


La pandemia COVID–19 ha messo in discussione il benessere psico–fisico degli operatori sanitari in generale, e del personale infermieristico in particolare, in tutto il mondo. Lavorando con pazienti affetti da COVID–19 sono emersi sentimenti come paura, ansia, depressione, disturbi da stress post-traumatico e una generale riduzione del benessere generale. Da una revisione della letteratura è emerso che gli infermieri che lavorano in prima linea e hanno un contatto diretto con i pazienti COVID–19 hanno disagi psicologici maggiori.

Impatto psicologico della pandemia Covid-19 sugli infermieri

Gli effetti psicologici secondari alla pandemia sono legati ai più svariati motivi: dall’incertezza della durata della crisi, alla mancanza di terapie comprovate o all’assenza di un vaccino; alla carenza di DPI, fino alla paura di contagiarsi o contagiare un membro della propria famiglia.

Gli studi condotti a livello internazionale hanno evidenziato come l’impatto psicologico secondario al COVID–19 sia analogo a quello emerso nelle pandemie precedenti, come la SARS o l’influenza da H1N1.

Tutti gli studi mettono in luce come gli effetti principali sugli operatori siano ansia, depressione, attacchi di panico e come tutti questi elementi siano più intensi fra coloro che operano in un’U.O. a contatto con la malattia da COVID, o fra coloro che hanno famigliari o amici affetti da COVID.

19 luglio 2020

Sempre più infermieri pensano di abbandonare la professione


Articolo del sito: nurse24.it; 

Un numero crescente di personale infermieristico sta pensando di abbandonare la professione e molti citano la retribuzione come motivo. È quanto emerge da una survey condotta dal Royal College of Nursing, dalla quale spicca anche che le tensioni esistenti tra gli infermieri sembra siano state esacerbate dalla crisi di Covid-19. 

Lo stipendio tra i motivi della volontà di lasciare la professione 

Un sondaggio condotto su 41.798 membri del personale infermieristico del Regno Unito dal Royal College of Nursing (RCN) ha rilevato che il 73% afferma che un salario più elevato li farebbe sentire più apprezzati. Più di uno su tre (36%) sta pensando di lasciare il proprio posto di lavoro (un sondaggio simile condotto a fine 2019 registrava il 27%). 

Perché gli infermieri vorrebbero lasciare il lavoro 

Tra coloro che pensano di lasciare il lavoro, il 61% ha citato la retribuzione come motivazione chiave; altri fattori emersi sono il modo in cui gli infermieri sono stati trattati durante la pandemia di Covid-19, la situazione cronica di carenza di personale e la mancanza di supporto gestionale. 

Di tutti gli intervistati (il 93% erano infermieri) circa il 73% ha lavorato nel servizio sanitario nazionale (NHS); alla domanda su cosa farebbe sentire gli infermieri più apprezzati, il 73% degli intervistati ha indicato "una retribuzione più elevata". Questo ha riguardato tutto il personale in ogni settore della salute e dell'assistenza sociale. Inoltre, la metà degli intervistati ha affermato che anche un miglioramento delle dotazioni di organico contribuirebbe a farli sentire più apprezzati e, a seguire, condizioni di lavoro sicure e attrezzature e DPI adeguati. 

Nel complesso, il rapporto afferma che la maggioranza degli infermieri afferma l'importanza di una retribuzione commisurata al loro livello di responsabilità, soprattutto a fronte dell'emergenza Covid-19 durante la quale si sono trovati a lavorare a un livello più elevato di responsabilità (spesso senza i dispositivi di protezione individuale idonei) senza che questo venisse loro riconosciuto in termini economici. 

10 luglio 2020

La quiete dopo la tempesta. Forse!

Articolo del sito: nurse24.it; 

Il COVID-19 ci ha colpito all’improvviso, assestando un bel destro alla bocca dello stomaco del sistema sanitario. Abbiamo barcollato, siamo caduti in ginocchio, l’arbitro ha cominciato a contare, ma poi ci siamo rialzati. Abbiamo utilizzato le nostre risorse più intime, la nostra competenza professionale, le nostre capacità sociali, abbiamo dimostrato quello che in gergo calcistico chiamerebbero “attaccamento alla maglia”. Di fatto, però, abbiamo sopperito a delle mancanze e ci siamo fatti carico di fardelli lasciati per anni a giacere nello scantinato del sistema sanitario. Ora che la tempesta sembra essere passata e che l’attenzione mediatica piano piano si sta catalizzando verso altri problemi che probabilmente caratterizzeranno gli anni a venire, siamo più che mai esposti al rischio di fallire clamorosamente come categoria professionale e come sistema in generale.

Riorganizzare il sistema sanitario è un obbligo soprattutto morale

Sembra passata un’eternità eppure, calendario alla mano, sono trascorsi solamente quattro mesi dall’inizio della pandemia che ha colpito e stravolto il nostro Paese. Centoventi giorni in cui si è detto e fatto di tutto, enfatizzato e mitizzato il lavoro dei sanitari, ricostruito l’orgoglio nazional-popolare, preso coscienza di un sistema sanitario per troppo tempo lasciato alla deriva, sbandierato proclami politici di ripartenze più o meno improbabili dell’economia e sacrifici, sacrifici da parte dei cittadini ed enormi sacrifici da parte di chi ha combattuto in prima linea un nemico tanto infame quanto invisibile.

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