24 maggio 2020

Ddl contro la violenza sugli operatori sanitari: bene il via libera alla Camera. Tempi rapidi per la legge


Articolo del sito: Fnopi.it; 

“È una bella notizia che il disegno di legge contro la violenza sugli operatori sanitari abbia fatto un ulteriore passo avanti e sia stato approvato dalla Camera”, commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, il via libera a Montecitorio del Ddl, con alcune modifiche, che lo fanno tornare ora di nuovo al Senato.

Ogni anno circa 5mila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali: circa 13-14 al giorno.
L’89,6% degli infermieri è stato vittima, secondo una ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata di Roma, di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro.

In base ai dati rilevati si può dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa abbiano subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.

Di tutte le aggressioni (secondo l’Inail) il 46% sono a infermieri e il 6% a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi quelli più soggetti).

17 maggio 2020

Covid. Rapporto Onu: “Le donne stanno pagando il prezzo più alto”


Articolo del sito: quotidianosanità.it

La pandemia rischia di provocare un effetto devastante sulla condizione femminile nel mondo, non solo nei Paesi in via di sviluppo. Milioni di posti di lavoro persi, aumento esponenziale di ore non retribuite da dedicare alla cura della famiglia, dei bambini e degli anziani. “Un mix esplosivo, che rischia di cancellare, come mai prima, diritti e opportunità per la popolazione femminile”, dice il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres. 

Le donne, giovani e meno giovani, stanno pagando il prezzo più alto della pandemia in termini economici, sociali e di riconoscimento dei diritti. L’affermazione del Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, non lascia spazio a equivoci.

12 maggio 2020

Il ministro agli infermieri: “La vostra è una professione essenziale per il Ssn”


Articolo di Fnopi.it; 

Oggi, 12 maggio 2020, nella Giornata internazionale dell’infermiere che quest’anno celebra anche i 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, madre dell’infermieristica moderna ed è il giorno clou dell’anno dell’infermiere proclamato dall’OMS, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha inviato alla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche un messaggio di augurio, apprezzamento e, al tempo stesso, di impegno per il riconoscimento della professione.

”Nella prova durissima che l’Italia si è trovata ad affrontare – ha scritto il ministro nella lettera inviata alla presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli – l’impegno speso per vincere questa sfida ha assunto il volto degli infermieri che, insieme ai medici e agli altri professionisti e operatori sanitari, abbiamo visto in prima linea nei giorni più drammatici”.

“Il volto di una professione, e della storia che celebriamo oggi – prosegue il ministro – sinonimo di vocazione al servizio degli altri. Il vostro lavoro, da sempre essenziale al funzionamento del Servizio sanitario nazionale, mai come in questa stagione ha rivestito, e rivestirà sempre di più, un ruolo fondamentale nei servizi sul territorio, negli ospedali, ma anche a domicilio, nel contatto stretto con le famiglie”.

“Un lavoro che va sostenuto – conclude Speranza – con un impegno altrettanto concreto da parte dello Stato per una tutela forte del diritto costituzionale alla salute”.

05 maggio 2020

Indicazioni ISS per prevenzione e controllo nelle RSA

Articolo del sito: nurse24.it; 

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) l’età media dei pazienti deceduti e positivi al COVID-19 è di 81 anni, circa il 60% dei contagiati ha un’età superiore ai 60 anni e il 95% dei decessi avviene in persone con più di 60 anni e con patologie croniche preesistenti. Gli anziani e le persone affette da patologie croniche rappresentano quindi la popolazione più a rischio nell’attuale era COVID-19. Tutti gli assistiti all’interno delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono quindi da considerarsi particolarmente a rischio.

Come prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 nelle RSA

  • Prevenire l’ingresso in struttura di casi COVID-19 Preparazione della struttura ad eventuali casi positivi. Sospensione delle attività di gruppo previste precedentemente e della condivisione degli spazi comuni
  • Formazione specifica del personale per la conoscenza e la corretta adesione delle precauzioni standard e delle procedure di isolamento
  • Formazione dei residenti ed eventuali visitatori
  • Elaborazione di promemoria visivi (ad esempio poster) per sensibilizzare e promuovere i comportamenti corretti
  • Sorveglianza attiva delle infezioni a carattere respiratorio tra i residenti e gli operatori
  • Restrizione dell’attività lavorativa degli operatori sospetti o risultati positivi al test per SARS-CoV-2
  • Monitoraggio degli interventi attuati
Formazione specifica del personale

Tutto il personale sanitario e di assistenza, inclusi gli addetti alle pulizie, devono ricevere una formazione specifica riguardo la prevenzione e il controllo delle ICA (infezioni correlate all’assistenza) e su come prevenire la trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2.

La formazione dovrebbe essere effettuata tramite sessioni obbligatorie di non più di 2-3 ore che prevedano anche esercitazioni pratiche, come ad esempio la procedura di igiene delle mani e di vestizione e svestizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

02 maggio 2020

Dal 4 maggio comincia un viaggio diverso #AtmMilano

Post del sito: medium.com;

Il distanziamento disposto dalle autorità riduce notevolmente la capienza dei mezzi e richiede un cambio di abitudini per i passeggeri del trasporto pubblico. Ecco tutto quello che c’è da sapere. 

Il mondo è cambiato e cambia anche il modo di muoversi . Il distanziamento sociale di 1 metro, stabilito dalle norme per la salute come misura indispensabile, e a cui gli operatori di mobilità come noi devono attenersi, impone limiti fortissimi al trasporto pubblico, un sistema per sua natura pensato per spostare grandi quantità di persone.

La capienza dei mezzi si riduce al 25% 

La misura del distanziamento riduce drasticamente il numero di passeggeri che potremo trasportare, il 25% rispetto a quelli che accogliamo in condizioni di normale capienza. 


Questo vuol dire che durante la Fase 2, la nostra rete non sarà più in grado di trasportare lo stesso numero di persone che trasportava prima dell’emergenza sanitaria. 

01 maggio 2020

Milano, infermiera si suicida impiccandosi. Lavorava in reparto Covid

Articolo del sito nurse24.it, 

Tragedia a Milano, dove un'infermiera si è tolta la vita impiccandosi. Dal reparto di penumologia dell’Ospedale San Carlo di Milano era stata spostata in uno dei reparti COVID-19, dove è rimasta in servizio sino all’ultimo giorno che ha vissuto in un reparto di quelli brutti, dove molti vanno a morire.

Mary è stata ritrovata morta dai due figli adolescenti, in casa. Nelle ultime settimane si occupava principalmente dei pazienti affetti da Coronavirus, in base ad una riorganizzazione del personale operata dalla direzione. È rimasta in servizio sino all’ultimo giorno che ha vissuto in un reparto di quelli brutti, dove molti vanno a morire, ha riferito un collega.Dopo i casi di Jesolo e di Monza si registra un nuovo suicidio tra il personale infermieristico impegnato nella lotta contro il Coronavirus: si tratta di Mary Monteleone, che lavorava presso l'ASST Santi Paolo e Carlo di Milano dove dal reparto di pneumologia era stata spostata in uno dei reparti COVID-19.

26 aprile 2020

A marzo raddoppiati gli infortuni sul lavoro in sanità denunciati all’Inail. E tre denunce su quattro riguardano il Coronavirus


Articolo del sito quotidianosanità.it, 

In controtendenza rispetto ad altri settori forzatamente fermi per il lockdown nella sanità c'è stato un forte incremento delle denunce di infortunio: +33% su base trimestrale e +102% su base mensile (marzo 2020 vs marzo 2019). I casi denunciati sono passati dai 1.788 del marzo 2019 ai 3.613 del marzo 2020. “Siamo certi, sottolinea Filippo Anelli, presidente Fnomceo, che il totalizzatore crescerà notevolmente con numeri anche a cinque cifre adesso che perverranno all’Istituto anche quelli eventi riferiti a febbraio ed aprile, utilizzando le deroghe che sono state previste a tal proposito” 

Segnali preoccupanti, quale chiara e diretta conseguenza della pandemia da nuovo Coronavirus, già si intravedono dal più che raddoppiato numero di infortuni in Sanità relativi al mese di marzo denunciati all’INAIL. 

Nel settore della sanità, infatti, in controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici che a causa del blocco di numerose attività produttive presentano dati di denuncia in diminuzione il settore “Sanità e assistenza sociale” ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +33% su base trimestrale e +102% su base mensile (marzo 2020 vs marzo 2019). I casi denunciati sono raddoppiati, passando dai 1.788 del marzo 2019 ai 3.613 del marzo 2020 (tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19). 

“Siamo certi, sottolinea Filippo Anelli, presidente FNOMCeO, che il totalizzatore crescerà notevolmente con numeri anche a cinque cifre adesso che perverranno all’Istituto anche quelli eventi riferiti a febbraio ed aprile, utilizzando le deroghe che sono state previste a tal proposito. Per non parlare dei casi di stress post traumatico che saranno evidenziati presumibilmente da un operatore sanitario su due, secondo un indagine condotta dal Policlinico di Tor Vergata e pubblicata su QS”. 

24 aprile 2020

Supporto psicologico ai sanitari, parte l'iniziativa Inail #UilFplinforma


Inail, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), ha attivato una iniziativa nazionale diretta a promuovere sul territorio servizi di supporto psicologico per gli operatori sanitari coinvolti nell'emergenza Covid-19.

Covid-19 e supporto psicologico ai sanitari: l'iniziativa Inail-Cnop

Con la pubblicazione sul sito dell'Inail delle indicazioni procedurali e degli strumenti utili per realizzare interventi individuali sul territorio, ha preso il via l'iniziativa promossa dall'Istituto, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi (Cnop), con l'obiettivo di contribuire alla gestione dello stress e alla prevenzione del burnout di tutti gli operatori sanitari impegnati nell'emergenza Coronavirus.

L'iniziativa prevede, in particolare, la creazione di task force di psicologi nelle strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale per l'attivazione di servizi di supporto al personale sottoposto allo stress cronico provocato dall'attuale emergenza epidemiologica, che può tradursi in un impoverimento delle energie e in un aumento della distanza mentale e dei sentimenti negativi nei confronti del lavoro e degli altri.

Lo scrive in una nota l'InailIstituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. Medici, infermieri, operatori delle ambulanze, assistenti sociali e domiciliari - sottolinea il presidente dell'Inail, Franco Bettoni - sono sottoposti da settimane a un carico di lavoro estenuante, a cui si somma la pressione fortissima che deriva dal contatto quotidiano con la sofferenza e dalla paura di essere contagiati e di contagiare i propri familiari.

23 aprile 2020

Ecco come valorizzare chi ha combattuto il virus anche a mani nude. Le proposte di Cgil, Cisl e Uil

Lettera inviata al Quotidiano sanità da parte di Uil, Cisl, Cgil;

Orari di lavoro dilatati, turni senza soluzione di continuità, tutto determinato dall’esigenza di non sguarnire reparti che si affollavano, di minuto in minuto, di pazienti affetti da Covid19 da curare senza una terapia specifica, con difficoltà nei processi diagnostici, in carenza di ventilatori, senza protocolli omogenei che da subito definissero percorsi separati dai pronto soccorso alle degenze. Per questi lavoratori non ci sono oggi riconoscimenti adeguati ipotizzabili al contributo che stanno dando nell’Emergenza.

Gentile Direttore,

tre mesi di Covid19. Tre mesi di emergenza sanitaria. Dei tanti numeri che si rincorrono ogni giorno e che tracciano la mappa dei contagi, quello che si sottolinea raramente è che quei numeri che ci spaventano cosi tanto potevano essere molto più elevati se a contenere l’emergenza, spesso a “viso scoperto e mani nude”, non ci fosse stato il coraggio e la resistenza dei professionisti sanitari.

Senza Sanità Pubblica la pandemia poteva trasformarsi in una tragedia di proporzioni ben più rilevanti. Come spesso accade nelle prime ore, quando grazie proprio ad una professionista sanitaria si è compreso che nel nostro Paese era presente il virus Sars-Cov2, l’attenzione delle sigle sindacali FpCgil Cisl Fp e Uil Fpl si è concentrata sulla sicurezza.

La carenza dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) è stata da subito il punto centrale della vertenza portata avanti in tutte le aziende e nei confronti del Governo.

20 aprile 2020

COVID-19: Manifesto deontologico degli infermieri per i cittadini

Articolo di Finopi.it, 

Non eroi, ma professionisti scientificamente, responsabilmente e deontologicamente preparati.

E i cittadini devono saperlo: quella dell’infermiere è una visione del bene collettivo che prevale su quella dell’interesse individuale.

Per questo la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), a un anno dal varo del nuovo Codice deontologico degli infermieri,  ha messo a punto un “Manifesto deontologico” per la pandemia COVID-19, perché, si legge nel documento, “in un momento di difficoltà estrema, nel quale tutto sembra diventare impervio e nel quale più forte, e giustificata, è la tentazione di semplificare, crediamo che le qualità professionali e deontologiche degli infermieri possano e debbano essere portate in primo piano, praticate, comunicate ai cittadini”.

Gli infermieri non hanno dubbi e lo scrivono a chiare lettere: “Il racconto, oggi così enfatizzato, dell’eroismo dei professionisti della sanità, domani potrebbe diventare un ricordo, superato da nuovi argomenti, da conflitti, dalla superficialità della comunicazione.

“Bisogna allora investire per far diventare permanente la percezione sociale del ruolo dell’infermiere, fatta anche del contenuto etico della professione”, afferma la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli.

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