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28 maggio 2020

Cosa abbiamo imparato dalla pandemia per il futuro dell’assistenza


Non è certo ancora tempo di bilanci perché nulla si è concluso davvero, ma è necessario comunque uno sguardo indietro sulla situazione creata dalla pandemia COVID-19 negli ultimi tre mesi, per fare il punto su come questo periodo è stato vissuto – e si sta vivendo – dagli infermieri e su quelli che possono essere gli insegnamenti per tutti per un futuro migliore.
Lasciando per il momento da parte i problemi ormai noti della retribuzione, tra le più basse d’Europa e della carenza che ci pone agli ultimi posti sempre in Europa, che sicuramente andranno trattati e risolti definitivamente, come la stessa Federazione ha già messo nero su bianco al Governo e alle Regioni, la pandemia ha dimostrato anzitutto gli errori di programmazione pregressi, quando cioè si è puntato di più sull’organizzazione della rete ospedaliera, lascando da parte gli aspetti della prevenzione e la rete territoriale di assistenza.
I professionisti hanno dovuto affrontare l’eccezionalità dell’evento con gli schemi organizzativi esistenti – spesso rivoluzionati dall’evolversi dell’emergenza – e con gli strumenti a loro disposizione.

Non molti strumenti a dire la verità, perché dopo anni di tagli alla spesa sanitaria, si è rivelata dannosa la diminuzione costante di personale e il nostro sistema sanitario che poggia sui tre pilastri di ospedale, territorio e prevenzione, ha visto assistenza territoriale e prevenzione doversi scontrare con quella ospedaliera per riuscire a recuperare risorse, anche a livello regionale non per evolversi, ma almeno ‘per farcela’.

24 aprile 2020

Supporto psicologico ai sanitari, parte l'iniziativa Inail #UilFplinforma


Inail, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), ha attivato una iniziativa nazionale diretta a promuovere sul territorio servizi di supporto psicologico per gli operatori sanitari coinvolti nell'emergenza Covid-19.

Covid-19 e supporto psicologico ai sanitari: l'iniziativa Inail-Cnop

Con la pubblicazione sul sito dell'Inail delle indicazioni procedurali e degli strumenti utili per realizzare interventi individuali sul territorio, ha preso il via l'iniziativa promossa dall'Istituto, in collaborazione con il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi (Cnop), con l'obiettivo di contribuire alla gestione dello stress e alla prevenzione del burnout di tutti gli operatori sanitari impegnati nell'emergenza Coronavirus.

L'iniziativa prevede, in particolare, la creazione di task force di psicologi nelle strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale per l'attivazione di servizi di supporto al personale sottoposto allo stress cronico provocato dall'attuale emergenza epidemiologica, che può tradursi in un impoverimento delle energie e in un aumento della distanza mentale e dei sentimenti negativi nei confronti del lavoro e degli altri.

Lo scrive in una nota l'Inail, Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. Medici, infermieri, operatori delle ambulanze, assistenti sociali e domiciliari - sottolinea il presidente dell'Inail, Franco Bettoni - sono sottoposti da settimane a un carico di lavoro estenuante, a cui si somma la pressione fortissima che deriva dal contatto quotidiano con la sofferenza e dalla paura di essere contagiati e di contagiare i propri familiari.

05 aprile 2020

Ecco cosa vuol dire non dimenticarsi degli infermieri


Articolo del sito: nurse24.it, 

<<Lo dico a nome del Governo, ma sono sicuro che tutti i membri del Parlamento possano ritrovarsi in quest’impegno, non ci dimenticheremo di voi e di queste giornate così rischiose e stressanti>>. È con queste parole che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso l’informativa in aula alla Camera del 25 marzo, si rivolge agli infermieri impegnati in prima linea nell’emergenza Covid.

Cosa vuol dire concretamente non dimenticarsi degli infermieri?

Significa innanzitutto prendere realmente coscienza della gravità del dato del numero dei contagi degli operatori sanitari: 7.763 al 28 marzo. Di questi quasi 4.000 sono infermieri.

Rendersi conto che se siamo arrivati a questo punto è perché c’è stata, e continua ad esserci, una falla enorme per quanto riguarda la messa a disposizione dei dispositivi di protezione individuali (DPI), senza considerare il fatto che all’aumentare del contagio di operatori e cittadini, si è continuato a dibattere sull’eventuale opportunità o meno di fare i tamponi a tutto il personale sanitario.

Tamponi e DPI

Non dimenticarsi degli infermieri vuol dire decidere ora di fare tamponi e garantire a tutti la piena disponibilità di DPI.

Non dimenticare, vuol dire tenere bene a mente il numero 23. A tanto ammonta sinora il numero degli infermieri deceduti a causa del Covid, di cui 2 suicidi. Riflettere sui perché di tutto questo è un imperativo categorico.

Cosa è successo, cos’è mancato? Cosa ne sarà delle loro famiglie? Lo Stato sarà al loro fianco? Se sì, come? E ancora. Perché il supporto psicologico per infermieri, medici e per gli altri operatori sanitari rappresenta ancora la cenerentola del SSN?

Eppure, ogni giorno sono faccia a faccia con la morte, e in mezzo a mille difficoltà sostengono anche i familiari dei tantissimi pazienti deceduti. E quando il numero dei pazienti è troppo elevato rispetto alla disponibilità di posti letto in terapia intensiva e alla quantità di ventilatori disponibili, come lo è attualmente soprattutto in alcune aree del paese, chi sostiene quotidianamente i professionisti nell’esercizio del loro lavoro e delle loro scelte sempre più difficili? Il rischio è il crollo psicologico, un rischio che non possiamo permetterci.

04 aprile 2020

Gestione emergenza, nuove linee di indirizzo del Ministero della Salute


Articolo di: nurse24.it, 

Dal Ministero della Salute arriva una nuova circolare di aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19. Tra i punti affrontati nel documento: mascherine e tamponi a tutto il personale sanitario, più attenzioni per Rsa e pazienti fragili, individuazione di strutture residenziali e/o alberghiere rivolte al personale sanitario e socio-sanitario più esposto.

Emergenza Covid-19, la nuova circolare del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute - con la circolare del 25 marzo 2020 - aggiorna le linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali per affrontare l'emergenza coronavirus.

Diversi i punti affrontati dal documento: dall'individuazione di ospedali dedicati solo al Covid-19 alla riorganizzazione della presa in carico territoriale dei pazienti oltre che del sistema di emergenza-urgenza e ad una maggiore attenzione alle Rsa e al paziente fragile, passando per la sicurezza degli operatori sanitari e l'individuazione di strutture residenziali e/o alberghiere rivolte sia al personale sanitario e socio-sanitario più esposto, che a quei soggetti che, a causa di ragioni logistiche, strutturali, socio-economiche, non possono essere accolti in isolamento presso il proprio domicilio.

Questo perché l’evolversi della situazione epidemiologica rende necessario aggiornare e uniformare, quanto più possibile, il percorso organizzativo dei servizi regionali ospedalieri e territoriali, anche con iniziative di carattere straordinario ed urgente, scrive il Ministero.

03 aprile 2020

Coronavirus: dall’inizio dell’epidemia sono morti 116 sanitari. I contagiati sono 10 mila


Articolo tratto dal sito: quotidianosanita.it:

Non solo medici, che in ogni caso accusano il numero più alto di vittime, ma anche infermieri, farmacisti, psicologi, tecnici e professionisti sanitari, Oss e autisti soccorritori. In tutto sono 10.007 i casi di operatori sanitari positivi con un'età media di 49 anni e per due terzi donne. Dopo i medici il maggior numero di vittime tra gli infermieri. Ma i decessi riguardano anche se in misura minore moltissime categorie professionali. 

L’ultimo aggiornamento dell’Iss segnala 10.007 casi Covid tra gli operatori sanitari con un’età mediana di poco meno di 50 anni di cui la maggioranza donne (circa due terzi). In sostanza, quasi un caso Covid su dieci in Italia è riferibile a un operatore sanitario.
 
Numeri molto elevati che si accompagnano a quelli di chi, tra questi operatori, non ce l’ha fatta: in tutto sono 116 i sanitari che hanno perso la vita per il coronavirus fino ad oggi.
 
Un numero questo che, oltre ai medici, di cui sappiamo anche nome e cognome grazie a un elenco delle vittime costantemente aggiornato sul sito della Fnomceo, comprende anche i decessi occorsi in altre categorie professionali i cui dati abbiamo raccolto oggi interrogando direttamente Ordini e associazioni professionali.

30 marzo 2020

Coronavirus. Mascherine e DPI. Ecco le nuove indicazioni dell’ISS


Articolo tratto dal sito: quotidianosanità.it; 

Non più solo nei processi a rischio di generazione aerosol. Il ricorso a mascherine con filtrante FFP2, dove disponibili, viene ora consigliato anche per le aree di degenza, per gli ambulatori e per l'assistenza a domicilio in presenza di diversi pazienti positivi a Covid-19, oltre che per le ambulanze con rianimatore. Queste le principali novità introdotte dal documento. Il presidente Brusaferro: "Queste indicazioni sono improntate al principio di precauzione per garantire la salute e la sicurezza di tutti gli operatori sanitari". IL DOCUMENTO

Nell’ambito delle attività per fronteggiare Covid -19 ed in particolare per garantire la sicurezza degli operatori sanitari l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un aggiornamento del documento con le indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale durante l’assistenza ai pazienti.

25 marzo 2020

Coronavirus: Cgil, Cisl, Uil e Ministero della Salute siglano un Protocollo per prevenzione e sicurezza dei lavoratori della sanità

Articolo tratto dal sito: quotidianosanità.it; 

Oltre a declinare e integrare le più opportune e rigorose precauzioni di profilassi per tutti i medici, i professionisti sanitari e tutti gli operatori della sanità, inclusi i servizi della medicina ambulatoriale e del territorio, il Protocollo prevede l’istituzione di un ‘Comitato Nazionale’ che si avvarrà della partecipazione delle organizzazioni sindacali per il continuo monitoraggio delle varie situazioni”. IL PROTOCOLLO.

“Nella giornata odierna si è pervenuti all’accordo fra Cgil, Cisl e Uil, sia confederali che di Categoria, e il Ministro della Salute per un ‘Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità in ordine all'emergenza da Covid-19', con importanti e specifiche previsioni per tutti i lavoratori impegnati in prima linea nel contrasto alla pandemia”. È quanto si legge in una nota unitaria delle tre Confederazioni.

23 marzo 2020

FNOPI: “Trattamenti inversamente proporzionali al nostro contributo”


Articolo tratto dal sito: Fnopi.it; 

“Gli infermieri stanno dando tutto, anche la salute nell’emergenza COVID-19 e tutti lo riconoscono, per primi i cittadini. Ma dallo Stato, nonostante le citazioni e gli encomi per i quali ringraziamo (ma che a questo punto dobbiamo pensare di dover considerare solo di facciata), stanno ricevendo solo ‘pannicelli caldi’ come segnale di rispetto per il loro impegno, la loro professionalità, la loro volontà di non lasciare mai solo nessuno. Valori che, comunque, non verranno mai meno in questa emergenza”.
La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) lancia un altolà al comportamento che si sta tenendo a livello professionale verso i suoi iscritti, esaltati come “eroi” la mattina e trattati come merce di scarso valore la sera nei provvedimenti delle istituzioni nazionali e regionali.

Danni ai professionisti e agli assistiti

“Tutto questo accade – sottolinea la Federazione – in un momento in cui atteggiamenti che portano a una scarsa considerazione di alcuni professionisti rispetto ad altri, hanno conseguenze non solo professionali, ma soprattutto morali e psicologiche, sicuramente dannose e controproducenti sia per i professionisti che, di riflesso, per gli assistiti”.

19 marzo 2020

Coronavirus, Capua: “Morti in Lombardia? Vanno valutati altri fattori, come impianti di aerazione ospedali. Vaccino? Spero non serva”

Articolo tratto dal sito: ilfattoquotidiano.it, 

“Perché si muore più Lombardia che nel resto d’Europa? Io sinceramente non lo so. Tuttavia, a meno che non esista un ceppo in Lombardia diverso da tutti gli altri ceppi che circolano in Europa, credo ci siano altri fattori che abbiano creato una convergenza di conteggi che magari andavano ampliati“. Sono le parole pronunciate a “Dimartedì”, su La7, dalla virologa Ilaria Capua, direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida.

La scienziata ribadisce l’ importanza del distanziamento e delle misure di contenimento. E sul coronavirus, da lei definito “un virus opportunista”, elenca alcune ipotesi sul motivo per cui sia così aggressivo in Lombardia: “Sappiamo che questo è un virus che si trasmette per via aerea, coi cosiddetti droplet. Sappiamo anche che virus simili a questi hanno causato problemi nei sistemi di aerazione negli alberghi. E’ possibile che, magari, negli ospedali che gestiscono questi focolai molto grandi abbiano degli impianti di aerazione a un livello tale da non garantire la sicurezza di persone, ad esempio, immunodepresse lì ricoverate? Io sinceramente non credo che la causa dell’aggressività del virus in Lombardia sia l’inquinamento. Però dobbiamo capire cosa c’è in quella regione, che ha un tasso di letalità 10 volte superiore al resto dell’Europa e al resto d’Italia”.

18 marzo 2020

Domani sarò in campo, ancora, non solo contro il Covid-19


Articolo tratto dal sito Nurse24.it, 

Domani inizio il turno presso il nuovo reparto di degenza per pazienti post-acuti, positivi al Covid-19. Sono giorni che ci stiamo preparando per l’occasione, siamo un po' in ritardo. Domani sarò in campo ulteriormente non solo contro il covid-19, ma per la salute pubblica. Come ho sempre fatto e come hanno sempre fatto i colleghi infermieri, medici, oss, tecnici, ausiliari, impiegati. Ma oggi, da infermiere, ho un pensiero anche per i janitors, quelli che quasi non vedi la mattina quando inizi il turno. Quelli che - come nel film “Bread and roses” di Ken Loach - lavorano e vivono con dignità pulita portando via lo sporco della società, e per questo non chiedono solo il rispetto e l’allargamento dei loro diritti, il pane, ma anche un futuro migliore, una speranza ulteriore: le rose. Bene domani inizio il turno e lo farò per il pane, ma anche per le rose.

16 marzo 2020

Video-appello degli infermieri: "NON C'E' PIU' TEMPO" #Coronavirus




Condividiamo questo video - appello realizzata dalla Fnopi.it ;


IL TESTO 

"Non c’è più tempo. Non abbiamo più posti letto dove ricoverare le persone - dice una voce fuori campo nel video appello degli infermieri -, siamo costretti a riutilizzare i dispositivi di protezione individuale, perché scarseggiano, e in molte realtà quelli disponibili non sono idonei. Siamo in pericolo costante, sappiamo di rischiare ogni giorno il contagio oltre a vivere la paura costante di portare il virus nelle nostre case. Non c’è più neanche il tempo per piangere, se non al termine dei lunghi turni massacranti.


Pronto decreto per potenziamento della sanità



di Quotidiano Sanità, 

Il Fondo sanitario nazionale viene incrementato 1,150 miliardi per il 2020. Più risorse per gli straordinari con un fondo ad hoc di 150 mln per remunerare le prestazioni di lavoro straordinario del personale sanitario. Regioni e Aziende sanitarie potranno acquistare ulteriori prestazioni sanitarie, in deroga ai limiti vigenti, ricorrendo anche a strutture private, accreditate e non, pur di raggiungere l'obiettivo di incrementare del 50% i posti letto in terapia intensiva e del 100% in pneumologia.

Sempre per l'anno in corso vengono stanziati 50 milioni per la produzione e fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale. Questi dovranno essere forniti in via prioritaria ai medici e agli operatori sanitari. Il Capo del Dipartimento della protezione civile potrà disporre la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare l'emergenza sanitaria. Allo stesso modo, il Prefetto potrà provvedere alla requisizione in uso di strutture alberghiere, o di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare.


11 marzo 2020

COVID-19. Infermieri, Governo e Regioni per attuare provvedimenti emergenziali


di Fnopi.it - La vita, il diritto alla salute e all’accesso alle cure va garantito a tutti, a prescindere da età, provenienza, ceto, religione. Una tutela che viene dall’articolo 32 della Costituzione.
Lo ha spiegato anche il premier Conte e ribadito presentando il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che estende le misure di contenimento a tutta Italia.

Tutela della salute e della vita: core degli infermieri

E la tutela della salute di tutti i pazienti è il core dell’agire professionale dell’infermiere, spiega la Federazione nazionale degli ordini degli infermieri che rappresenta i 450mila professionisti presenti in Italia.

08 marzo 2020

Coronavirus. Che differenza c’è tra COVID-19 e una normale influenza? Le risposte dell’Oms



di Quotidiano Sanità - Influenza e COVID-19: la prima la conosciamo bene essendone affetti ogni anno milioni di persone in tutto il mondo, la seconda è del tutto nuova e di lei sappiamo quello che si sta apprendendo sul campo, giorno dopo giorno, a seguito dell’epidemia in corso partita dalla Cina a gennaio ed estesa ormai a moltissimi Paesi in tutto il mondo, con l’Italia tra quelli con più soggetti colpiti, sia in termini assoluti, che in rapporto alla popolazione.
A fare il punto sulle differenze tra influenza e COVID-19 è l’Oms in un focus pubblicato oggi con domande e risposte che mettono a fuoco in cosa differiscano le due malattie e i due virus che le provocano. Entrambe le infezioni presentano danno origine a problemi respiratori, ma sussistono importanti diversità sulle modalità di diffusione. Conoscerle è importante - sottolinea l'Oms - per implementare misure di sanità pubblica in grado di rispondere sia al Covid-19, sia al virus dell’influenza.

02 marzo 2020

L'informazione al Pini ai tempi del "Corona"


Sono giorni intensi per tutti noi sanitari. La confusione regna sovrana in questa Italia spaccata in due e messa a ko da un virus.

Ci hanno chiesto di essere responsabili e di rimanere uniti per contrastare questa emergenza e credo che lo stiamo facendo con molta professionalità. 

Noi come sempre, siamo pronti a tutto. Rischiamo per il bene comune, perché questa è la nostra missione, ma percepisco una certa leggerezza da parte di chi ci "governa". 


23 febbraio 2020

Siamo vicini a tutti gli operatori sanitari del SSN #CoronaVirus

La UilFpl aziendale è vicina a tutti gli operatori sanitari coinvolti in queste ore e in questi giorni a fronteggiare l'emergenza #CoronaVirus.

Documentiamoci da fonti istituzionali come il Ministero della Salute e l'istituto Superiore di Sanità (ISS) , seguiamo le direttive aziendali e cerchiamo di rappresentare con la massima professionalità il SSN e di dare chiare informazioni agli utenti senza seminare il panico.


UilFpl Asst Pini-Cto di Milano


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