10 dicembre 2020

Legge di Bilancio 2021: nessuno tocchi l’indennità di specificità degli infermieri


Nessuno tocchi l’indennità di specificità infermieristica così come è scritta nella bozza della legge di Bilancio 2021, nonostante l’importo sia anche basso rispetto al lavoro degli infermieri che hanno dimostrato di saper mettere a rischio la propria salute e anche dare la vita per assistere le persone.

Lo fanno da sempre, ma durante la pandemia è stato evidente e il loro ruolo è stato speciale. Anche nel mezzo di una pandemia hanno provato in ogni modo a garantire quanto più possibile l’umanizzazione dell’assistenza, preoccupandosi di organizzare ad esempio una videochiamata ai familiari che non vedevano da giorni i propri cari. Sono sempre gli infermieri che hanno accompagnato sino all’ultimo i pazienti, tenendoli per mano e cercando di garantire, anche con un pesante scafandro, la necessaria vicinanza per una “dignità del fine vita”. Praticamente h24 vicino ai pazienti e alle loro necessità.

08 dicembre 2020

Rivendichiamo più sicurezza, efficienza nei servizi e rispetto dei diritti contrattuali #Sciopero


di Uil.it; 

Questo sciopero del pubblico in data 09/12/2020 del pubblico impiego, se lo è dichiarato il Governo da solo. Non ha detto di "no" ai Sindacati, ma ha voltato le spalle alle richieste di tre milioni di lavoratori che, come gli infermieri, gli operatori sanitari, gli addetti alla sicurezza, hanno lavorato in questo anno mettendo anche a rischio la loro stessa salute per salvaguardare la nostra.

Queste persone, queste donne e questi uomini, chiedono, tra l'altro, più attenzione alla sicurezza, più efficienza nei servizi ai cittadini e il rispetto dei diritti contrattuali. Per rivendicare tutto ciò, sono costrette a incrociare le braccia e a rinunciare a una giornata del loro stipendio.

Noi saremo al loro fianco, per difendere il lavoro e per assicurare a tutti i cittadini una Pubblica Amministrazione moderna ed efficiente.

29 novembre 2020

OCSE: infermieri fondamentali. Ma in Italia sono troppo pochi


di Fnopi.it; 

Gli infermieri sono aumentati nell’OCSE, ma non in Italia, dove sono sempre 5,7 per 1000 abitanti contro una media dei Paesi dell’Organizzazione di 8,2, con tutti gli Stati del Nord Europa al disopra di 10 infermieri ogni 1000 abitanti e solo alcuni dell’est europeo (Slovacchia, Cipro, Polonia, Lettonia, Bulgaria, Grecia, Serbia, Montenegro, Macedonia e Turchia), al di sotto.

Eppure, sottolinea l’OCSE nel suo nuovo rapporto Health at a Glance Europe 2020, presentato oggi, “gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nel fornire assistenza negli ospedali e negli istituti di assistenza a lungo termine in circostanze normali, e il loro ruolo è stato ancora più critico durante il COVID-19 pandemia”.

La carenza preesistente di infermieri – in Italia storicamente è di almeno 53.000 unità – è stata aggravata durante l’apice della pandemia, anche dal fatto che molti infermieri sono stati infettati dal virus. Nel nostro Paese secondo gli ultimi dati forniti dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) basate sulle rilevazioni e sui rapporti INAIL, sono oltre 28.000 (in aumento) con 49 decessi a oggi.

01 novembre 2020

Nel mondo il Covid, ha già ucciso 1500 infermieri


Articolo scritto dal sito: Fnopi.it;

L’ICN (International Council Nurse) conferma che 1.500 infermieri sono morti a causa di COVID-19 in 44 paesi e stima che i decessi di operatori sanitari COVID-19 in tutto il mondo potrebbero essere più di 20.000.

L’ultima analisi dell’International Council of Nurses mostra che il numero di infermieri deceduti dopo aver contratto il COVID-19 è di 1.500, rispetto ai 1.097 di agosto. La cifra, che include infermieri provenienti da soli 44 dei 195 paesi del mondo, è nota per essere una sottostima del numero reale di morti.

La stessa analisi dell’ICN suggerisce che circa il 10% dei casi a livello globale sono tra gli operatori sanitari.

A partire da questa settimana ci sono più di 43 milioni di casi in tutto il mondo con circa il 2,6% di questi, 1,1 milioni, con conseguente decesso.

Anche se il tasso di mortalità tra gli oltre quattro milioni di operatori sanitari infetti è solo dello 0,5%, oltre 20.000 operatori sanitari potrebbero essere morti a causa del virus.

Parlando durante la conferenza virtuale Nightingale 2020 del 27-28 ottobre, l’amministratore delegato di ICN Howard Catton ha dichiarato:

Il fatto che durante questa pandemia siano morte tante infermiere quante ne sono morte durante la prima guerra mondiale è scioccante. Da maggio 2020 chiediamo la raccolta standardizzata e sistematica di dati sulle infezioni e sui decessi degli operatori sanitari, e il fatto che non stia ancora accadendo è uno scandalo”.

28 ottobre 2020

Gli errori/orrori di chi gestisce la sanità pubblica


Questi sono giorni per il nostro paese impegnato nella lotta al Covid-19, molto intensi, soprattutto per quelli che un tempo chiamavano eroi (infermieri, OSS, medici, ecc..). 

In questi mesi di sacrifici, fatti per il bene della collettività, siamo stati ripagati con un premio "Covid", che potevano benissimo risparmiarselo, ma sarebbe stato più utile nel tempo, un vero aumento del nostro misero stipendio. 

A marzo la pandemia ci ha preso in contropiede, ma a distanza di ben sette mesi circa, la Regione Lombardia non può svegliarsi solo adesso e scoprire di non avere medici e infermieri a sufficienza per affrontare questa nuova ondata del Covid-19. 
Possibile che non abbia avuto le risorse necessarie in questi mesi, per assumere personale sanitario e formarlo adeguatamente e gestire con meno nervosismo, un'emergenza sanitaria così complessa? Forse erano impegnati a fortificare sempre di più il sistema sanitario privato, anziché irrobustire quello pubblico?  

21 ottobre 2020

UilFpl-Cisl-Fials uniti per richiedere gli screening Covid-19 per tutto il personale


Con la presente, 

i sottoscritti: Amato De Gregorio, (Cisl -RSU), Umberto Secondo (Fials -Rsu), Sternativo Pietro (Fials Rsu), Giuseppe Cotroneo (Coordinatore area infermieristica UilFpl aziendale), 

chiedono: 

dati  i recenti e multipli casi di positività tra il personale dirigenziale e del comparto, quale strategia aziendale di prevenzione e di tutela dei lavoratori l'amministrazione vuole attuare (tamponi con cadenza periodica, esami ematochimici, test rapidi) al fine di evitare una diffusione del virus tra i dipendenti. 

In attesa di un celere riscontro, porgiamo cordiali saluti. 

 

Sternativo Pietro

 

Amato De Gregorio

 

Giuseppe Cotroneo

 

Umberto Secondo

20 ottobre 2020

Invitiamo tutti alla responsabilità! #UilFpl


La UlFpl aziendale Pini-Cto, invita tutti i dipendenti alla responsabilità e alla cautela in questa nuova ondata del virus. 

Siamo chiamati ancora una volta ad essere protagonisti per il bene comune e questo deve onorarci, ma nello stesso tempo dobbiamo tenere alta la guardia per tutelare la nostra e la salute del nostro prossimo. 

Lottiamo tutti insieme, perché solo così sconfiggeremo il virus.

Non molliamo! 

Scritto da Giuseppe Cotroneo  

12 ottobre 2020

Risposta dell' Asst Pini-Cto riguardo la chiusura della mensa

Vi comunichiamo la risposta dell'azienda Pini-Cto, riguardo la motivazione della chiusura della mensa. Questo è il post della richiesta

Di  seguito la risposta dell'azienda in formato PDF: 

26 settembre 2020

Comunicazione urgente ai dipendenti (lettera all'amministrazione per chiusura mensa)


Come gruppo aziendale Uil Fpl Pini-Cto abbiamo chiesto per iscritto ai vertici dell’Azienda, informazioni in merito alle motivazioni che hanno fatto sospendere il servizio cucina degenti e del personale del Presidio Pini

Inoltre abbiamo chiesto rassicurazioni sulla sicurezza dei pazienti e del personale. 

Siano in attesa di risposte, che vi comunicheremo appena avremo un riscontro. 

Leggi e diffondi la lettera che abbiamo inviato: 



#UilFpl #NoiCiSiamo

18 settembre 2020

Covid. In Lombardia 76 decessi tra il personale sanitario su 12 mila contagiati, oltre 3mila nelle Rsa

Articolo del sito quotidianosanita.it;  

Tra il personale sanitario, i medici sono stati i più esposti al contagio, tra loro si registra anche il numero maggiore di decessi: 35 medici nelle strutture di ricovero e 18 medici di medicina generale, poi 6 infermieri, 1 ostetrica, 9 Oss, 1 tecnico sanitario, 2 altri operatori sanitari, a cui si aggiungono 4 operatori con profilo non sanitario. Il bilancio delle Rsa al 31 luglio risulta di 14.703 ospiti postitivi e 3.378 morti. I dati presentati da Gallera in risposta a una interrogazione in commissione salute del Consiglio regionale.

Oltre 12 mila contagiati e 76 deceduti: è questo il bilancio del Covid 19 tra il personale medico e sanitario lombardo dall'inizio della pandemia fino a oggi. Il numero complessivo emerge dalla risposta a un'interrogazione rivolta all'assessore al Welfare Giulio Gallera in commissione regionale Sanità.

Sulla base dei dati disponibili e aggiornati al 7 settembre 2020, sono risultati positivi al Covid 2755 medici, 4952 infermieri, 102 ostetriche, 1917 Oss, 550 tecnici sanitari, 837 altri operatori sanitari e 1074 operatori con profilo non sanitario, a cui si aggiungono 436 medici di base. Gallera ha quindi voluto segnalare come la percentuale dei contagiati sul totale del personale impiegato nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate sia “inferiore al 10%, siamo tra il 7 e l’8%".

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