Articolo del sito "askanews" indirizzato ai tecnici radiologi;
Sono gli occhi della pandemia, quelli che i pazienti impauriti incontrano quando hanno bisogno di una lastra o di una Tac, spesso per confermare una diagnosi Covid, e che poi rendono visibili, attraverso le immagini, i segni del virus, che a volte non risulta dai tamponi. Sono i 28mila Tsrm, o tecnici sanitari di radiologia medica, in prima linea nella lotta al virus e per questo ad alto rischio burn out. Ma non solo.
Da loro dipendono anche i malati oncologici cui somministrano le cure, spesso salva vita, e le persone fragili che assistono con i servizi di radiologia domiciliare. La situazione oggi è drammatica come ci racconta Carmela Galdieri, presidente dell'Ordine dei tecnici di radiologia in forze all'Humanitas di Rozzano: "La situazione non è delle migliori cerchiamo di mettercela tutta, cercando di supportare e sopportare questo momento, ma è difficile. I pronto soccorso, anche quelli dedicati, sono al collasso, così come gli ospedali dove molte degenze sono state trasformate in degenze Covid.

