28 ottobre 2020

Gli errori/orrori di chi gestisce la sanità pubblica


Questi sono giorni per il nostro paese impegnato nella lotta al Covid-19, molto intensi, soprattutto per quelli che un tempo chiamavano eroi (infermieri, OSS, medici, ecc..). 

In questi mesi di sacrifici, fatti per il bene della collettività, siamo stati ripagati con un premio "Covid", che potevano benissimo risparmiarselo, ma sarebbe stato più utile nel tempo, un vero aumento del nostro misero stipendio. 

A marzo la pandemia ci ha preso in contropiede, ma a distanza di ben sette mesi circa, la Regione Lombardia non può svegliarsi solo adesso e scoprire di non avere medici e infermieri a sufficienza per affrontare questa nuova ondata del Covid-19. 
Possibile che non abbia avuto le risorse necessarie in questi mesi, per assumere personale sanitario e formarlo adeguatamente e gestire con meno nervosismo, un'emergenza sanitaria così complessa? Forse erano impegnati a fortificare sempre di più il sistema sanitario privato, anziché irrobustire quello pubblico?  

21 ottobre 2020

UilFpl-Cisl-Fials uniti per richiedere gli screening Covid-19 per tutto il personale


Con la presente, 

i sottoscritti: Amato De Gregorio, (Cisl -RSU), Umberto Secondo (Fials -Rsu), Sternativo Pietro (Fials Rsu), Giuseppe Cotroneo (Coordinatore area infermieristica UilFpl aziendale), 

chiedono: 

dati  i recenti e multipli casi di positività tra il personale dirigenziale e del comparto, quale strategia aziendale di prevenzione e di tutela dei lavoratori l'amministrazione vuole attuare (tamponi con cadenza periodica, esami ematochimici, test rapidi) al fine di evitare una diffusione del virus tra i dipendenti. 

In attesa di un celere riscontro, porgiamo cordiali saluti. 

 

Sternativo Pietro

 

Amato De Gregorio

 

Giuseppe Cotroneo

 

Umberto Secondo

20 ottobre 2020

Invitiamo tutti alla responsabilità! #UilFpl


La UlFpl aziendale Pini-Cto, invita tutti i dipendenti alla responsabilità e alla cautela in questa nuova ondata del virus. 

Siamo chiamati ancora una volta ad essere protagonisti per il bene comune e questo deve onorarci, ma nello stesso tempo dobbiamo tenere alta la guardia per tutelare la nostra e la salute del nostro prossimo. 

Lottiamo tutti insieme, perché solo così sconfiggeremo il virus.

Non molliamo! 

Scritto da Giuseppe Cotroneo  

12 ottobre 2020

Risposta dell' Asst Pini-Cto riguardo la chiusura della mensa

Vi comunichiamo la risposta dell'azienda Pini-Cto, riguardo la motivazione della chiusura della mensa. Questo è il post della richiesta

Di  seguito la risposta dell'azienda in formato PDF: 

26 settembre 2020

Comunicazione urgente ai dipendenti (lettera all'amministrazione per chiusura mensa)


Come gruppo aziendale Uil Fpl Pini-Cto abbiamo chiesto per iscritto ai vertici dell’Azienda, informazioni in merito alle motivazioni che hanno fatto sospendere il servizio cucina degenti e del personale del Presidio Pini

Inoltre abbiamo chiesto rassicurazioni sulla sicurezza dei pazienti e del personale. 

Siano in attesa di risposte, che vi comunicheremo appena avremo un riscontro. 

Leggi e diffondi la lettera che abbiamo inviato: 



#UilFpl #NoiCiSiamo

18 settembre 2020

Covid. In Lombardia 76 decessi tra il personale sanitario su 12 mila contagiati, oltre 3mila nelle Rsa

Articolo del sito quotidianosanita.it;  

Tra il personale sanitario, i medici sono stati i più esposti al contagio, tra loro si registra anche il numero maggiore di decessi: 35 medici nelle strutture di ricovero e 18 medici di medicina generale, poi 6 infermieri, 1 ostetrica, 9 Oss, 1 tecnico sanitario, 2 altri operatori sanitari, a cui si aggiungono 4 operatori con profilo non sanitario. Il bilancio delle Rsa al 31 luglio risulta di 14.703 ospiti postitivi e 3.378 morti. I dati presentati da Gallera in risposta a una interrogazione in commissione salute del Consiglio regionale.

Oltre 12 mila contagiati e 76 deceduti: è questo il bilancio del Covid 19 tra il personale medico e sanitario lombardo dall'inizio della pandemia fino a oggi. Il numero complessivo emerge dalla risposta a un'interrogazione rivolta all'assessore al Welfare Giulio Gallera in commissione regionale Sanità.

Sulla base dei dati disponibili e aggiornati al 7 settembre 2020, sono risultati positivi al Covid 2755 medici, 4952 infermieri, 102 ostetriche, 1917 Oss, 550 tecnici sanitari, 837 altri operatori sanitari e 1074 operatori con profilo non sanitario, a cui si aggiungono 436 medici di base. Gallera ha quindi voluto segnalare come la percentuale dei contagiati sul totale del personale impiegato nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate sia “inferiore al 10%, siamo tra il 7 e l’8%".

07 agosto 2020

Il Ddl Antiviolenza è legge

Articolo del sito: quotidianosanita.it, 

Ok all’unanimità da parte dell’Aula di Palazzo Madama al provvedimento per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitari. Tra le novità anche l’istituzione di un Osservatorio nazionale.Previsti protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. In caso di lesioni o percosse vi sarà la procedibilità d’ufficio.

Via libera all’unanimità da parte dell’Aula del Senato al Ddl recante disposizioni per la tutela della sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. Il testo, già licenziato dal Senato il 25 settembre 2019 e lo scorso 21 maggio alla Camera, oggi con l’ultimo passaggio in Senato diventa legge a due anni dalla sua presentazione

In caso di aggressioni sono stabilite le pene di reclusione fino a 16 anni e sanzioni fino a 5.000 euro. Previsti protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi. Istituito anche l 'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute e che dovrà essere costituito, per la sua metà, da rappresentanti donne.

01 agosto 2020

Come stanno gli infermieri dopo il Covid-19


La pandemia COVID–19 ha messo in discussione il benessere psico–fisico degli operatori sanitari in generale, e del personale infermieristico in particolare, in tutto il mondo. Lavorando con pazienti affetti da COVID–19 sono emersi sentimenti come paura, ansia, depressione, disturbi da stress post-traumatico e una generale riduzione del benessere generale. Da una revisione della letteratura è emerso che gli infermieri che lavorano in prima linea e hanno un contatto diretto con i pazienti COVID–19 hanno disagi psicologici maggiori.

Impatto psicologico della pandemia Covid-19 sugli infermieri

Gli effetti psicologici secondari alla pandemia sono legati ai più svariati motivi: dall’incertezza della durata della crisi, alla mancanza di terapie comprovate o all’assenza di un vaccino; alla carenza di DPI, fino alla paura di contagiarsi o contagiare un membro della propria famiglia.

Gli studi condotti a livello internazionale hanno evidenziato come l’impatto psicologico secondario al COVID–19 sia analogo a quello emerso nelle pandemie precedenti, come la SARS o l’influenza da H1N1.

Tutti gli studi mettono in luce come gli effetti principali sugli operatori siano ansia, depressione, attacchi di panico e come tutti questi elementi siano più intensi fra coloro che operano in un’U.O. a contatto con la malattia da COVID, o fra coloro che hanno famigliari o amici affetti da COVID.

19 luglio 2020

Sempre più infermieri pensano di abbandonare la professione


Articolo del sito: nurse24.it; 

Un numero crescente di personale infermieristico sta pensando di abbandonare la professione e molti citano la retribuzione come motivo. È quanto emerge da una survey condotta dal Royal College of Nursing, dalla quale spicca anche che le tensioni esistenti tra gli infermieri sembra siano state esacerbate dalla crisi di Covid-19. 

Lo stipendio tra i motivi della volontà di lasciare la professione 

Un sondaggio condotto su 41.798 membri del personale infermieristico del Regno Unito dal Royal College of Nursing (RCN) ha rilevato che il 73% afferma che un salario più elevato li farebbe sentire più apprezzati. Più di uno su tre (36%) sta pensando di lasciare il proprio posto di lavoro (un sondaggio simile condotto a fine 2019 registrava il 27%). 

Perché gli infermieri vorrebbero lasciare il lavoro 

Tra coloro che pensano di lasciare il lavoro, il 61% ha citato la retribuzione come motivazione chiave; altri fattori emersi sono il modo in cui gli infermieri sono stati trattati durante la pandemia di Covid-19, la situazione cronica di carenza di personale e la mancanza di supporto gestionale. 

Di tutti gli intervistati (il 93% erano infermieri) circa il 73% ha lavorato nel servizio sanitario nazionale (NHS); alla domanda su cosa farebbe sentire gli infermieri più apprezzati, il 73% degli intervistati ha indicato "una retribuzione più elevata". Questo ha riguardato tutto il personale in ogni settore della salute e dell'assistenza sociale. Inoltre, la metà degli intervistati ha affermato che anche un miglioramento delle dotazioni di organico contribuirebbe a farli sentire più apprezzati e, a seguire, condizioni di lavoro sicure e attrezzature e DPI adeguati. 

Nel complesso, il rapporto afferma che la maggioranza degli infermieri afferma l'importanza di una retribuzione commisurata al loro livello di responsabilità, soprattutto a fronte dell'emergenza Covid-19 durante la quale si sono trovati a lavorare a un livello più elevato di responsabilità (spesso senza i dispositivi di protezione individuale idonei) senza che questo venisse loro riconosciuto in termini economici. 

10 luglio 2020

La quiete dopo la tempesta. Forse!

Articolo del sito: nurse24.it; 

Il COVID-19 ci ha colpito all’improvviso, assestando un bel destro alla bocca dello stomaco del sistema sanitario. Abbiamo barcollato, siamo caduti in ginocchio, l’arbitro ha cominciato a contare, ma poi ci siamo rialzati. Abbiamo utilizzato le nostre risorse più intime, la nostra competenza professionale, le nostre capacità sociali, abbiamo dimostrato quello che in gergo calcistico chiamerebbero “attaccamento alla maglia”. Di fatto, però, abbiamo sopperito a delle mancanze e ci siamo fatti carico di fardelli lasciati per anni a giacere nello scantinato del sistema sanitario. Ora che la tempesta sembra essere passata e che l’attenzione mediatica piano piano si sta catalizzando verso altri problemi che probabilmente caratterizzeranno gli anni a venire, siamo più che mai esposti al rischio di fallire clamorosamente come categoria professionale e come sistema in generale.

Riorganizzare il sistema sanitario è un obbligo soprattutto morale

Sembra passata un’eternità eppure, calendario alla mano, sono trascorsi solamente quattro mesi dall’inizio della pandemia che ha colpito e stravolto il nostro Paese. Centoventi giorni in cui si è detto e fatto di tutto, enfatizzato e mitizzato il lavoro dei sanitari, ricostruito l’orgoglio nazional-popolare, preso coscienza di un sistema sanitario per troppo tempo lasciato alla deriva, sbandierato proclami politici di ripartenze più o meno improbabili dell’economia e sacrifici, sacrifici da parte dei cittadini ed enormi sacrifici da parte di chi ha combattuto in prima linea un nemico tanto infame quanto invisibile.

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