14 aprile 2020
Vi presentiamo il nuovo componente Rsu della UilFpl - Alberto Barcella -
05 aprile 2020
Ecco cosa vuol dire non dimenticarsi degli infermieri
Articolo del sito: nurse24.it,
<<Lo dico a nome del Governo, ma sono sicuro che tutti i
membri del Parlamento possano ritrovarsi in quest’impegno, non ci
dimenticheremo di voi e di queste giornate così rischiose e stressanti>>. È con
queste parole che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso
l’informativa in aula alla Camera del 25 marzo, si rivolge agli infermieri
impegnati in prima linea nell’emergenza Covid.
Cosa vuol dire concretamente non dimenticarsi degli
infermieri?
Significa innanzitutto prendere realmente coscienza
della gravità del dato del numero dei contagi degli
operatori sanitari: 7.763 al 28 marzo. Di questi quasi 4.000 sono
infermieri.
Rendersi conto che se siamo arrivati a questo punto è perché
c’è stata, e continua ad esserci, una falla enorme per quanto riguarda la
messa a disposizione dei dispositivi di protezione individuali (DPI),
senza considerare il fatto che all’aumentare del contagio di operatori e
cittadini, si è continuato a dibattere sull’eventuale opportunità o
meno di fare i tamponi a tutto il personale sanitario.
Tamponi e DPI
Non dimenticarsi degli infermieri vuol dire decidere
ora di fare tamponi e garantire a tutti la piena disponibilità di DPI.
Non dimenticare, vuol dire tenere bene a mente il numero
23. A tanto ammonta sinora il numero degli infermieri
deceduti a causa del Covid, di cui 2 suicidi. Riflettere sui perché di
tutto questo è un imperativo categorico.
Cosa è successo, cos’è mancato? Cosa ne sarà delle loro famiglie? Lo Stato sarà al loro fianco? Se sì, come? E ancora. Perché il supporto psicologico per infermieri, medici e per gli altri operatori sanitari rappresenta ancora la cenerentola del SSN?
Eppure, ogni giorno sono faccia a faccia con la morte, e in mezzo a mille difficoltà sostengono anche i familiari dei tantissimi pazienti deceduti. E quando il numero dei pazienti è troppo elevato rispetto alla disponibilità di posti letto in terapia intensiva e alla quantità di ventilatori disponibili, come lo è attualmente soprattutto in alcune aree del paese, chi sostiene quotidianamente i professionisti nell’esercizio del loro lavoro e delle loro scelte sempre più difficili? Il rischio è il crollo psicologico, un rischio che non possiamo permetterci.
04 aprile 2020
Gestione emergenza, nuove linee di indirizzo del Ministero della Salute
Articolo di: nurse24.it,
Dal Ministero della Salute arriva una nuova circolare di
aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e
territoriali in corso di emergenza COVID-19. Tra i punti affrontati
nel documento: mascherine e tamponi a tutto il personale sanitario, più
attenzioni per Rsa e pazienti fragili, individuazione di strutture residenziali
e/o alberghiere rivolte al personale sanitario e socio-sanitario più esposto.
Emergenza Covid-19, la nuova circolare del Ministero
della Salute
Il Ministero della Salute - con la
circolare del 25 marzo 2020 - aggiorna le linee di indirizzo organizzative dei
servizi ospedalieri e territoriali per affrontare l'emergenza coronavirus.
Diversi i punti affrontati dal documento:
dall'individuazione di ospedali dedicati solo al Covid-19 alla
riorganizzazione della presa in carico territoriale dei
pazienti oltre che del sistema di emergenza-urgenza e ad
una maggiore attenzione alle Rsa e al paziente fragile, passando
per la sicurezza degli operatori sanitari e
l'individuazione di strutture residenziali e/o alberghiere rivolte sia al
personale sanitario e socio-sanitario più esposto, che a quei soggetti che, a
causa di ragioni logistiche, strutturali, socio-economiche, non possono essere
accolti in isolamento presso il proprio domicilio.
Questo perché l’evolversi della situazione epidemiologica rende necessario aggiornare e uniformare, quanto più possibile, il percorso organizzativo dei servizi regionali ospedalieri e territoriali, anche con iniziative di carattere straordinario ed urgente, scrive il Ministero.
03 aprile 2020
Coronavirus: dall’inizio dell’epidemia sono morti 116 sanitari. I contagiati sono 10 mila
Articolo tratto dal sito: quotidianosanita.it:
Non solo medici, che in ogni caso accusano il numero
più alto di vittime, ma anche infermieri, farmacisti, psicologi, tecnici e
professionisti sanitari, Oss e autisti soccorritori. In tutto sono 10.007 i
casi di operatori sanitari positivi con un'età media di 49 anni e per due terzi
donne. Dopo i medici il maggior numero di vittime tra gli infermieri. Ma i
decessi riguardano anche se in misura minore moltissime categorie
professionali.
02 aprile 2020
Il 27 è il giorno della vergogna!
Articolo tratto dal sito: nurse24.it;
C’era una volta il giorno di San Paganino. C’è ancora oggi,
ma la “mesata”, come la chiamava il ministro Minghetti, non ha più lo stesso
sapore. Certo, il 27 non è un giorno come gli altri, è il giorno in cui tutti i
dipendenti pubblici – dagli “altri” considerati una casta – ricevono lo
stipendio. Ma nel mucchio della casta dei dipendenti pubblici in Italia ci sono
anche gli infermieri, gli operatori socio sanitari, le ostetriche e tutti gli
altri professionisti della salute. Gli eroi del momento, quelli con lo
stipendio più basso d’Europa, per capirci. Ecco perché il 27 è diventato il
giorno della vergogna.
Infermieri da sempre in mutande, come la maggior parte
dei supereroi 🦾
Ormai se ne sono accorti tutti, la pandemia Covid-19 ha
reso tutti consapevoli del fatto che gli infermieri fanno un
lavoro che sostiene il Paese, ma sono troppo pochi.
Fino a ieri, gli infermieri, erano invisibili,
perché in molti non volevano vederli. Erano i fannulloni della pausa
caffè, per la maggior parte di quelli che in ospedale ci sono stati e
si sono soffermati solo sulle apparenze. Uno di quei mestieri che al massimo
vai a fare se non hai voglia di studiare (mica come fare il Ministro degli
affari esteri e della cooperazione internazionale).
Quando mi auguravo che il 2020 sarebbe diventato l’anno della consapevolezza non immaginavo che il mezzo per arrivarci sarebbe stata una pandemia mondiale. Sono preoccupato, perché i numeri giornalieri - quelli dei sanitari infetti da COVID-19 - non accennano a dare un segnale positivo e sicuramente sono falsati dalla scelta folle (sulla quale pare essere arrivata un’inversione di marcia, seppur timida) di non fare i tamponi ai sanitari asintomatici.
30 marzo 2020
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25 marzo 2020
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18 marzo 2020
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