25 settembre 2019

Ddl violenza sugli operatori sanitari: “Con l'approvazione al Senato cambio di passo concreto per la sicurezza"


di Fnopi.it

L’approvazione del provvedimento è motivo di soddisfazione anche per l’introduzione nell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, degli Ordini professionali, una richiesta di modifica al testo avanzata ed accolta grazie anche al lavoro della FNOPI.

Con 237 voti favorevoli, l'Assemblea di Palazzo Madama ha approvato oggi all'unanimità il disegno di legge n. 867, "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni". Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.

21 settembre 2019

Alzheimer, studio lavoro ed esperienze: anche così ci si può difendere dalle demenze #GiornataMondialedellAlzheimer




L'Alzheimer colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo, di cui un milione solo in Italia. Oggi le terapie possono solo in parte mitigare i sintomi, ma non hanno alcun impatto sulla sua evoluzione. Livello di istruzione, status socioeconomico e lavorativo, conoscenza di più lingue, nonché ricchezza delle esperienze nel corso della vita possono costituire una sorta di tesoro di per in qualche modo cercare di difendersi dalle demenze. Una “riserva cognitiva” di cui ha parlato, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, Johann Rossi Mason, autrice del libro ‘Cervello senza limiti’. Abbiamo guadagnato circa 10-15 anni di aspettativa di vita nell’ultimo secolo, e sempre più studi vanno dimostrando che per vivere la vecchiaia mantenendo il cervello in salute è cruciale disporre di quel tesoro, una sorta di cuscinetto protettivo in difesa da eventuali danni, come quelli procurati dall’ictus o dalla neurodegenerazione tipica della demenza.

19 settembre 2019

Infermieri. Sì all’indennità di rischio radiologico ed al congedo ordinario aggiuntivo. Sentenza, Contratto e normativa



Questo articolo ci è stato segnalato dal collega tecnico radiologo, Alberto Barcella dell'Asst-Pini-Cto

Grazie!

La Corte Costituzionale, intervenendo in ordine all’individuazione dei soggetti ai quali spetta l’indennità di rischio radiologico, ha precisato che l’art. 1 della L. n. 460/1988 deve essere interpretato nel senso che l’indennità piena deve riconoscersi “anche a quei lavoratori che, pur non appartenendo al settore radiologico, sono esposti ad un rischio non minore, per continuità ed intensità, di quello sostenuto dal personale di radiologia” (cfr. Corte Cost. del 20.7.1992 n. 343).

L'indennità di rischio radiologico va quindi riconosciuto in misura piena a tutti i dipendenti che - in via di fatto - sono continuativamente ed effettivamente sottoposti al rischio radiologico, senza potersi distinguere a questo scopo tra coloro che sono medici o tecnici di radiologia e coloro che – invece – non lo sono ovvero tra coloro che sono addetti all’unità operativa di radiologia e coloro che non lo sono.

18 settembre 2019

Sanità pubblica: i 450mila infermieri la vogliono in cima all’agenda delle priorità del Governo



La Sanità pubblica non merita il 22° posto nel programma di Governo. "I 450.000 infermieri la vogliono in cima all’agenda delle priorità a partire dalla prossima Legge di Bilancio", commenta l'analisi del portavoce FNOPI Tonino Aceti.

Sarà certamente una casualità, ma colpisce ritrovare il riferimento “alla difesa della sanità pubblica e universale” solamente al 22° posto dei 29 punti del programma di Governo. Una scelta singolare, che non passa inosservata, se si guarda invece al maggior peso che la sanità pubblica ha proprio nei singoli programmi e dichiarazioni dei partiti di governo.

Colpisce perché al SSN, attraverso la sua legge istitutiva 833/78, è attribuita un’importantissima responsabilità che certamente non merita il 22° posto, neanche graficamente: “la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”.

Colpisce perché è una delle più grandi opere pubbliche realizzate dal secondo dopoguerra, in grado di tenere unito il Paese e garantirne la coesione sociale. E’ uno degli esempi migliori di Made in Italy al quale guardano con estrema attenzione molti altri Paesi. Un bene comune da garantire alle future generazioni.

25 agosto 2019

L'infermiere? Parte integrante della sanità


di UilFpl Asst Pini - Cto - Non dobbiamo mai dimenticare ciò per cui siamo chiamati ad operare. L'infermiere è parte integrante della sanità pubblica e non solo.  

Non facciamoci intimorire, ma lottiamo tutti insieme per migliorare sempre di più la nostra professione, cercando di far comprendere dove lavoriamo e all'interno della società civile, che l'infermiere è una vera risorsa per la comunità. 

16 agosto 2019

Scomparsa di un amico della UilFpl

La UILFPL apprende con profondo dolore la scomparsa dell’amico Giovanni Lanzilotti

Grande sindacalista che all’interno dell’azienda Pini è stato rappresentate della nostra organizzazione lavorando con impegno e dedizione per più di 30 anni. 

Grande consigliere e appassionato compagno di tante battaglie sindacali, Uil FPL lo ricorda con affetto.


UilFpl aziendale

01 agosto 2019

Quota 100 fa il vuoto negli ospedali: migliaia i medici e gli infermieri che lasciano il posto

Medici-Infermieri

Articolo pubblicato su lastampa

Sono già migliaia i medici, gli infermieri e gli altri operatori che hanno lasciato il lavoro prima del previsto approfittando di «Quota 100» e il trend rischia di svuotare gli ospedali, con effetti sulle prestazioni. A lanciare l'allarme è la Fiaso, la Federazione delle aziende ospedaliere, che ha esposto il problema anche durante il tavolo di confronto sul Patto per la Salute. 

«Quota 100 rischia di far aumentare del 24% i pensionamenti anticipati del personale sanitario - ha sottolineato il presidente Francesco Ripa di Meana - accentuando le criticità già esistenti e mettendo in discussione l'offerta assistenziale, al punto da porre le aziende sanitarie nella condizione di dover individuare soluzioni per scongiurare l'interruzione di pubblico servizio». Dai dati, frutto di un'indagine condotta dalla stessa Federazione su oltre il 50% delle aziende sanitarie pubbliche, è emerso un significativo aumento dei prepensionamenti in particolare tra gli amministrativi (+33%), gli operatori socio-sanitari (+26%) e gli infermieri (+20%), con una adesione rilevante a «Quota 100» anche dei medici (+16%). I pensionamenti dovuti a «Quota 100» a maggio 2019 sono stati secondo la survey 5.325, di cui 682 medici, 1.009 infermieri, 352 operatori socio sanitari, 1.070 amministrativi, 2.212 altri, soprattutto tecnici. 

30 luglio 2019

Turni di notte e ricadute sulla qualità di vita degli infermieri


Gli infermieri hanno una peggiore qualità di vita rispetto alla popolazione generale, a dirlo è uno studio italiano condotto dall'Università degli Studi di Siena e dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Senese.

Il lavoro su turni, si sa, è una prerogativa per la maggior parte degli infermieri ospedalieri poiché l'unico modo per assicurare una continuità assistenziale ai pazienti h 24.

Molti studi hanno analizzato l'impatto del lavoro notturno sulla salute degli operatori, riscontrando un aumento dei rischi, come la comparsa di disturbi del sonno e un generale peggioramento della qualità di vita.
La severità dei disturbi correlati al lavoro su turno notturno peggiora inoltre all'aumentare delle ore lavorate, del numero di notti e dell'età.

Questi disturbi sono correlati allo sfasamento del ritmo circadiano, all'alterazione del ritmo sonno veglia, dell'orario dei pasti e periodi di digiuno ed incidono nello sviluppo di: Tramite l'utilizzo della versione italiana dello Short Form Questionnaire (SF 36) i ricercatori italiani hanno indagato il percepito dello stato di salute degli infermieri intervistati (nello specifico lo stato di salute generale, la presenza/ assenza di dolore, problematiche psicofisiche e la dimensione sociale, relazionale) e l'hanno confrontato con i livelli di salute della popolazione generale italiana.

Da questo studio è emerso che il tempo impiegato per raggiungere il luogo di lavoro, gli anni di servizio e il sesso femminile (predominante nello studio, circa il 70% del campione) influiscono sullo stato di salute degli infermieri.

27 luglio 2019

Nulla è scontato: chi si prende cura di te, ti salva la vita



Articolo pubblicato sul sito: nurse24.it;

"Potrei andare avanti a raccontare altre mille storie simili, ma probabilmente non capireste a pieno, perché certe emozioni vanno vissute. Quando inizi a toccare con le tue mani le vite di altre persone, che dipendono da te, la tua vita cambia. La testimonianza di Nicole, tirocinante infermiera".

Toccare con le mani le vite di altre persone e capire che nulla è scontato

Fra le tante cose che si imparano quando si lavora a contatto con le persone, è che l'amore conta. L'amore che unisce due persone è davvero qualcosa che va oltre, qualcosa che riempie.

Ci sono donne, uomini, che purtroppo non hanno nessuno, e devono far carico solo su se stessi di situazioni tanto grandi da essere ingestibili. Quando si è soli le paure raddoppiano, le preoccupazioni crescono, il senso di perdita diventa lacerante.
Le persone che hanno la fortuna di avere un amore al loro fianco vivono tutto in modo diverso. I famigliari contano, ma l'amore di un uomo o di una donna è tutta un'altra cosa.

In reparto è salito dal pronto soccorso un ragazzo giovane, sulla ventina, e da una settimana a questa parte la sua ragazza ogni volta che stacca dal lavoro corre subito da lui, e passa le sue ore ad accarezzarlo, fino a quando esausta non si addormenta seduta, con la testa che cade sulle gambe di lui sul letto.

L'altro giorno aiutavo una paziente oncologica a prepararsi per la giornata, il marito ogni volta che si sente dire che deve uscire dalla stanza, si alza con educazione, ma cambia espressione, e non toglie mai lo sguardo dalla sua lei, fino a quando la porta non viene chiusa del tutto.

22 luglio 2019

Quando è l’emergenza sanitaria a chiedere aiuto



Articolo estrapolato dal sito: nurse24.it

L’emergenza sanitaria rappresenta spesso il biglietto da visita consegnato dal Sistema Sanitario Nazionale al cittadino, in quanto capita spesso che il primo contatto con il nostro sistema salute avvenga in una condizione di criticità che comporta una richiesta di assistenza. La risposta, però è sempre così all’altezza di questa delicata soluzione? Di certo c'è che servono professionisti che con la loro esperienza e professionalità siano in grado di rispondere tempestivamente ai bisogni di salute dell’utente, sia nel territorio sia all’interno dell’ospedale. In questo, serve senza alcun dubbio una maggiore uniformità quantomeno regionale, che sia comunque in grado di garantire alcuni ambiti ristretti di autonomia alle singole realtà locali.

Personale e servizi territoriali

È questo il primo punto critico del nostro sistema di emergenza. Ad oggi sono circa 2000 i medici in meno rispetto al necessario, per non parlare del personale infermieristico. E i numeri saranno destinati ad aumentare nei prossimi anni a causa di una scarsa programmazione degli accessi alle università, sproporzionati rispetto alle uscite dovute ai pensionamenti e al turn-over.
Questo comporta che il personale in turno spesso sia insufficiente per soddisfare le richieste dell’utenza e che si faccia carico di turni mensili con monte ore da paura.

A questo si aggiunge un flusso di pazienti che spesso si rivolge ai servizi di emergenza perché non trova risposta sul territorio o in altri ambiti dell’ospedale, anche quando dovrebbero essere proprio questi a risolvere la sua problematica.

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